Le “Felicitudini”

Beati voi quando…

La Parola di questa domenica (Mt 5,1-12) è probabilmente una delle più difficili non tanto da ascoltare, quanto da mettere in pratica, perché viene a “disturbarci” nel nostro quotidiano, nel nostro modo di fare e di vivere. Gesù, infatti, indica tutta una serie di persone che, secondo lui, sono da considerare beate; quindi, mi sono innanzitutto chiesto cosa significa la parola “beato”: beato significa essere felice, ma di una felicità particolare, che ti mette serenità, che ti permette di affrontare i problemi, le difficoltà con tranquillità. La felicità particolare di chi si sente amato nonostante tutto. E allora mi sono chiesto: come è possibile che un ragazzo che piange può essere felice? Perché una persona mite può essere più felice di un aggressivo?”

Tante volte nella mia vita, sia da studente che da lavoratore, ho avuto modo di vedere che “fanno strada” i prevaricatori, quelli sicuri di sé, quelli che non piangono mai… Sembra che siano premiati quelli che vivono di odio, di rancore, di guerre, di egoismo. Perché, allora, Gesù ci dice che sono felici quelli che sono miti, mansueti, operatori di pace? Perché ci indica qualcosa di così lontano dalla realtà quotidiana? È qui che vedo tutta la difficoltà di questa Parola.

Roma, Giubileo dei Giovani, 2016

La rivoluzione delle Beatitudini…

Ho cercato nella Parola stessa la risposta a questi dubbi. Perché Gesù non si ferma al “problema”, non si ferma al pianto, alla persecuzione o agli insulti… Va oltre, mostrandoci cosa c’è dopo la difficoltà, che è lui stesso a colmare le difficoltà.

Non è nella difficoltà che dobbiamo fermarci, non dobbiamo permettere al momento negativo di abbatterci e lasciarci morenti lì dove stiamo: Dio viene a salvarci proprio in quei momenti, viene ad invitarci a guardare oltre, perché in Lui e nei Suoi doni che possiamo trovare la felicità. I miti, i mansueti, gli afflitti sono felici perché trovano in quei momenti la felicità che viene da Dio.

Spesso mi è capitato di voler vivere secondo i canoni della mondanità, ad esempio cercando dei sotterfugi per superare un mio avversario; ma nulla di ciò ha mai portato qualcosa di buono alla mia vita, non mi sono mai realmente sentito “beato”, felice. Una volta, mi fu offerta la possibilità di avere una raccomandazione per un esame, e io ho rifiutato perché volevo sottrarmi a questo modo di fare: sono riuscito a superare l’esame lo stesso, ho provato una gioia immensa e, col senno di poi, ho capito che è stato un vero e proprio punto di svolta per la mia vita… Insomma, questa è stata una vera e propria beatitudine, o “Felicitudine” come abbiamo chiamato il nostro articolo. Ho dovuto lottare molto in questa esperienza, perché con le mie sole forze non ce l’avrei fatta; ho dovuto pregare molto per capire quale fosse la scelta più giusta, non quella più facile; ma il Signore mi ha indicato la strada da seguire, ed alla fine ho davvero trovato la beatitudine che lui aveva preparato per me.

Anche vivere l’esperienza delle Sentinelle del Mattino mi offre la possibilità di sperimentare, giorno dopo giorno, la beatitudine: la mentalità del mondo vorrebbe che io pensassi solo a me, al mio lavoro, alla mia famiglia, non “sprecando” al servizio di altre persone; invece, scegliendo di andare contro-corrente nel dono di sé stessi agli altri, ho avuto la possibilità di provare un amore diverso, un senso di accoglienza che da altre parti non ho mai sentito; mi sono sentito “importante” perché cercato da qualcuno, senza nessun secondo fine.

Perché la beatitudine o la “Felicitudini”, infine, è anche questo: essere amati di un amore “diverso” e più profondo.

ROMA, Giubileo dei Giovani, 2016

Le “Felicitudini”

Le Beatitudini sono una promessa di felicità, un invito alla bellezza, a lavorare la propria vita per farne un capolavoro (Papa Francesco). Questo passo del Vangelo (Mt 5,1-12) per me è un inno di speranza, perché spesso ci troviamo a non capire perché ci capitano delle cose, cose che proprio non ci vanno bene. Perché il dolore? Perché il fallimento? Perché le cose non sono semplici? Ed ecco la risposta: sei felice quando Io sono con te. Vedo tanti giovani che hanno difficoltà ad accettare i fallimenti, il dolore, il combattimento, perché siamo abituati ad avere tutto e subito. Invece questo Vangelo oggi ci invita ad avere speranza e ci aiuta a capire come essere felici.

Papa Francesco dice che le beatitudini sono la carta di identità di un cristiano; io, in realtà, non sempre riesco ad essere felice e, quindi, beata. La mia insicurezza mi porta spesso a dubitare di me, di quello che faccio e di quello che è il progetto di Dio per me, perché penso di dover fare da sola; quindi, prima negli studi e ora nel lavoro, mi porto sempre dietro questa paura di fallire.

Eppure è proprio nei fallimenti che ho vissuto in questi anni che ho incontrato Dio: nell’esame andato male; nella lontananza da amici, fidanzato, famiglia; in quel compito assegnato a lavoro che proprio non riesco a fare e che poi affidando a Dio diventa più leggero.

Sono grata a Dio perché oggi pur continuando ad avere paura, e quindi con tutte le difficoltà che questa porta, ho gli strumenti per affrontarla e non rimanere a terra, perché nella mia esperienza il Signore ha sempre messo un fratello, che viene a ricordarmi da dove vengo e quali grandi opere Dio ha fatto con me; questo è proprio quel “non essere soli” che riesce a rispondere a molte domande.

Pellegrinaggio Sentinelle del Mattino, Assisi 2022

Beati I mansueti!

Tra le tanti beatitudini, mi ha colpito molto “Beati i mansueti”, ovvero coloro che hanno pazienza verso gli altri. Penso di aver sperimentato questa beatitudine frequentando il gruppo delle Sentinelle del Mattino. Spesso, nel dialogo con i ragazzi, ho avuto la presunzione che loro non ascoltassero quello che io dicevo, quindi vivevo come una sconfitta (perdendo la pazienza) ogni comportamento contrario; ma da quando metto nelle mani di Dio anche la relazione con i ragazzi e gli altri animatori vivo il mio servizio con semplicità e con pazienza, perché sono certa che il Signore può rendere possibile le cose impossibili, e fa nascere del bello anche in un “fallimento”.

Nel nostro percorso di coppia ci siamo spesso confrontati un’altra beatitudine, “Beati quelli che sono afflitti”: se gli afflitti sono coloro che vivono un combattimento, come si fa ad essere felici nella lotta? Come coppia abbiamo affrontato nel corso degli anni tanti combattimenti, che ci hanno creato grandi difficoltà: tra i tanti, il vivere un fidanzamento cristiano e vivere distanti. I “momenti no” sono stati davvero tanti, ma proprio in questi abbiamo sperimentato la bellezza del mettere il Signore al centro della nostra relazione, soprattutto grazie alla preghiera insieme: così facendo, non è che Dio ha eliminato le difficoltà ed i motivi del combattimento, ma ci ha “semplicemente” dato degli strumenti per affrontarli. E proprio dal combattimento ne siamo usciti “beati”. Insomma, se nonostante le difficoltà, il dolore ed i combattimenti si riesce ad essere felici, è solo perché siamo riusciti a mettere Dio al centro delle nostre vite.

V al quadrato, domenica 29 gennaio 2023



La parola Blog viene da web-log, che si può tradurre come «diario in rete». Abbiamo unito Blog con Dono perché quello che riceviamo ogni settimana da Dio potesse diventare Dono per tutti. Sono le loro esperienze reali dei giovani delle Sentinelle del Mattino, il Dono di un pezzo della loro vita!


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